E invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare

Ritrovare la voglia di scrivere ancora minchiate su questo blog è ormai sempre evento più raro, ma tutto sommato è plausibile che ciò accada e che porti anche un senso interiore di riflessione nel rincorrere il trip.

Amici miei e non della ventura, tutto è iniziato quando volevamo dire cazzate e le abbiamo dette, poi abbiamo cominciato a riflettere e le cose sono cambiate. Ne è passata di acqua sotto i ponti e di sperma per gli scroti, ma noi siamo rimasti fermi nei nostri propositi, come cavalcavia da dove guardare le auto sfrecciare incessanti sotto di noi ed abbagliare l’immensità della propria scempiaggine.

Sono certo che poi non tutto è così da buttare, che esista comunque una percentuale di esercizi commerciali non del tutto fermi nonostante la crisi economica delle nostre anime, che esita comunque un dinamismo anche mentre tutto sembra statico, dentro e fuori.

Ragionare su noi per noi ma senza poi pensare al dopo, al motivo, al quindi che tutto sommato si forma dentro di noi senza particolare fluire corporeo.

Siamo sulla stessa onda, ma uno la rifrange ed uno ci rimbalza. Ed invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare.

Ti aspetto. Accorri numeroso.

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Italia, vergognati per come hai lasciato morire Carlo Marcelletti

Marcelletti_220Non saprei dire quante vite ha salvato Carlo Marcelletti. Quanti bambini con problemi di cuore avrà salvato, grazie alla sua bravura come cardiochirurgo pediatrico e grazie ai suoi pioneristici interventi di trapianto ci cuore sui bambini? Sicuramente tanti.

Noi italiani dovremmo essere orgogliosi di essere connazionali di questo che è stato uno dei più grandi medici italiani della storia. E invece l’abbiamo lasciato morire di infarto, esattamente un anno dopo i suoi arresti per “concussione e pedopornografia”.

Lasciamo da parte la concussione, che sarebbe tutta da dimostrare e che peraltro è meno importante in questa faccenda (anche perché questo reato in Italia sembra assumere gravità sempre e sempre decrescente). Parliamo della presunta “pedopornografia”. Accusare un medico pediatrico di pedopornografia vuol dire rovinargli carriera e vita.

Cosa è questa pedopornografia? Parrebbe uno scambio di sms e forse mms “hard” (qualunque cosa voglia dire) con una tredicenne. Pensiamo alle tredicenni di oggi. Pensiamo alle chat, alle ragazzine che si spogliano per avere qualche euro di ricarica sul cellulare. Non nascondiamoci dietro un dito, questi fenomeni esistono. Sono ovunque, basta entrare in una chat per essere sommersi di proposte di ragazzine disinibite in cambio di qualche euro. Dovremmo ripensare a cosa si intende per “pedopornografia”.

Marcelletti probabilmente sarà scivolato nell’errore di lasciarsi andare ad avance ad una ragazzina (gli avrà detto che aveve tredici anni o avrà mentito anche sull’età? Chi sa…) ma è pedopornografia? Dovevamo rovinare la vita e la carriera ad un grande medico per questo? E poi: siamo sicuri che il nostro concetto di “pedopornografia” non sia esasperato? Una cosa è avere immagini di bambini di 4-5 anni torturati seviziati e violentati; altra cosa è avere una foto di una ragazzina di 13 anni un po’ svestita. Credo che accomunare tutto sotto il termine “pedopornografia” sia gravemente fuorviante.

E intanto abbiamo fatto morire Carlo Marcelletti, stroncandone in anticipo carriera e vita. Quante vite avrebbe potuto salvare se non l’avessimo esposto pubblicamente sulla gogna?

Condannando Marcelletti per futilissimi motivi abbiamo ammazzato centinaia di bambini bisognosi delle sue cure. Complimenti.

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Servirebbero tanti soldati quante sono le belle donne – Lettera aperta a Silvio Berlusconi

berlusconi_corna11Caro Silvio,

sembrerebbe quasi che l’avessi detta io questa frase.  Anzi, mi pento di non averla detta io per primo. Perché queste porcate, queste vastasaggini, queste minchiate, amico mio e non della ventura, posso permettermi di dirle io su un blog del cazzo, ma forse neanche io. Certo, dette dal Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, beh… cazzo! Silvio, insomma, ne hai combinata un’altra delle tue. Siamo ormai abituati alle tue gaffe… e Schultz potrebbe fare il kapò, e Obama è abbronzato e ora le donne che devono arrendersi alla violenza perché per evitare di essere trombate da chicchessia dovrebbero avere un soldatino che faccia guardia del corpo. O che se le trombi. Insomma, Silvietto caro, alla fine io e te abbiamo una cosa in comune: tutti e due abbiamo la pucchiacca in testa. Però, io con un po’ di raffinatezza in più di te. Figurati allora come stai inguaiato. Insomma, Silviè… te la potevi risparmiare, credimi.

Cordialmente tuo, con immutata (poca) stima,

Estasi

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Va bene lo confesso: avevo ragione io. E vedrete che pure Facebook…

Insomma, diciamolo:  solo il terno a lotto non ingarro, ma per il resto, almeno per quanto riguarda le potenzialità di Internet,  me la cavo bene.  Avevo detto in tempi non sospetti (non linko neanche, cercatevelo voi e vaffanculo) che il Web 2.0 era una colossale bolla, come peraltro già in passato era accaduto per i famosi portali generalisti, morti e sepolti da tempo. Ma, in particolare, avevo detto una cosa: i blog sono destinati e morire. Bene, il tempo mi ha dato ragione: secondo una statistica recente, le fonti cercatevele da voi, solo il 10% dei blog è ancora aggiornato con una relativa frequenza dal proprio autore. Cifra destinata a scendere ancora. Io stesso sto aggiornando molto ma molto raramente il mio. Era inevitabile.

Intendiamoci, il Web 2.0 non è tutto una cazzata. Cerchiamo di capirci. Io distinguo il Web 2.0 in due cose: da un lato, le tecnologie e le piattaforme; dall’altro, il fenomeno di costume.

Che le piattaforme e le tecnologie abbiano portato qualcosa di davvero interessante e rivoluzionario non c’è dubbio. Ormai semplicemente con una piattaforma Web 2.0 ben fatta si può fare business, creare contenuti, creare contatti praticamente a costo zero. Invece di pagare fior fiore di redazioni per dei contenuti spesso scopiazzati da altre parti, grazie al Web 2.0 è possibile avere contenuti freschi, originali e spesso di ottimo livello a costo zero. E’ il caso di Wikipedia, di Yahoo Answers, ma anche di Flickr, per esempio. Questo non morirà e continuerà ad essere volano di sviluppo del Web, sempre più orientato ai contenuti ed alla qualità degli stessi, fino ad arrivare, come pronosticava un guru, al Web 3.0, che sarà l’era del web semantico, anche se per ora è pressoché utopica materia per ricercatori universitari e tesisti (ed ex tesisti come me…).

Ciò che è destinato a morire, come al solito, è il fenomeno di costume. E’ accaduto prima per SecondLife, poi per Myspace, poi per i blog. E tra qualche anno (al massimo tre, ma anche meno), accadrà per Facebook. Tutti parlano del fenomeno Facebook, tutti si iscrivono, ci passano così tanto tempo che le aziende lo bloccano perché temono che comporti cadute di produttività. Ma guardiamo un po’ da vicino questo fenomeno.

Qual è la novità da essa apportata che ha fatto sì che Facebook sia letteralmente esplosa? Io la vedo così: prima di Facebook, salvo rare eccezioni, la socializzazione in rete avveniva nel più totale anonimato: ci si mascherava dietro nick, avatar, non ce lo sognavamo nemmeno di mettere in piazza il nostro nome e il nostro cognome. Facebook, invece, ha cambiato le carte in gioco: ci ha chiesto le nostre vere generalità, ci ha chiesto la realtà sulla nostra vita, sul nostro passato, insomma: Facebook, per la prima volta, ci ha fatto mettere in gioco noi stessi. Con le ovvie conseguenze: la possibilità di ritrovare persone che non ci sognavamo nemmeno, che prima che esistesse Facebook difficilmente avremmo trovato in rete.

Si è quindi scatenata una vera e propria orgia di ricerche, contatti, richieste di amicizia, tag, inserimento di foto, gruppi, etc. che non si era mai visto in nessun social network. Ma i dati parlano chiaro. L’utilizzatore medio di Facebook, all’inizio, lo utilizza in modo ossessivo-compulsivo, controllando di continuo se gli hanno scritto, cercando le persone prima presenti solo negli anfratti più reconditi della propria memoria, creando vasti network di amici. Amici, ecco, bella parola. Una volta che ci si è ritrovati dopo dieci, venti, trent’anni e ci si è raccontati cosa è successo, spesso finisce là. E così la propria mania di Facebook tende a scemare. Finché non svanisce quasi del tutto. Alla fine Facebook diventa un incrocio tra un instant messenger, un forum ed un servizio di posta elettronica. Finché non lo abbandoneremo per qualcosa di nuovo uscito nel frattempo. Ne riparleremo nel 2011. Sono pronto a scommetterci.

Quello che, invece, lascerà Facebook come segno indelebile del suo passaggio è la nuova filosofia di socializzazione on line da esso apportata. Presumo che, grazie a FB, abbiamo passato il classico punto di non ritorno: difficilmente torneremo all’anonimato, perché abbiamo scoperto che, tutto sommato, non è così impossibile essere noi stessi in rete, senza rifugiarci dietro nick, avatar, bugie e menzogne. Non è una cosa da poco, soprattutto in un mondo in cui quando si parla di Internet, spesso, si era abituati a pensare a qualcosa di pericoloso e di perverso. Oggi, molto più di ieri, Internet è un mezzo di comunicazione, una commodity che, al pari dei telefoni cellulari, ci accompagnerà nella nostra vita per migliorarla o, a seconda dei punti di vista, peggiorarla.

Un’altra nuova frontiera, difatti, che sicuramente si svilupperà molto, oltre al web semantico, è la mobilizzazione degli accessi alla rete. Vedremo sempre più applicazioni mobile-oriented e sempre più il mobile metterà a disposizione strumenti e banda per far fronte alle esigenze nomadiche degli utenti. Il grande successo dei netbook e dei cellulari e palmari di nuova generazione lo sta dimostrando: la nostra necessità di essere collegati col mondo, non solo telefonicamente, ma anche “a livello di Internèt” è palesemente sentita da noi tutti. Il processo, poi, si velocizzerà con la realizzazione delle reti WiMax, che abbatteranno notevolmente i costi di connessione dai dispositivi mobili.

Bene. Ora possiamo anche tornare alla carne.

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Finire in uno spot senza eiaculare subito

quando paul mccartney compose “all together now” credo che lennon non lo abbia ammazzato per motivi meramente legati all’abuso che faceva di droghe… però credo che se lennon avesse saputo che una canzone che porta la sua firma sarebbe finita, ridicola e ridicolizzata ancora di più dell’originale, nello spot di tim non credo che avremmo ascoltato abbey road… lennon ammazzava mccartney, lennon in carcere per ergastolo… harrison avrebbe composto musiche per sitar e  starr avrebbe fatto il dado. Robe da mat.

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Mariastella Gelmini, donna dalla rara intelligenza

Quanti gay ci vogliono per leggere Estasi Della Carne? Si accettano risposte. Questo nasce dalla famosa barzelletta. Quanti gay ci vogliono per cambiare una lampadina? Sedici. Uno per cambiare la lampadina. Gli altri quindici per fare gli urletti e applaudire “brava!” “favolosa!”. Ovviamente ci sono diverse varianti. E tutto nasce dai carabinieri ma lì ce ne volevano 1001, con 1 che teneva la lampadina e gli altri 1000 ad avvitargli intorno l’edificio. Ma questa la sapevate. O siete carabinieri. Ma dato che non siamo né uomini né tanto meno caporali, gioiamo delle clamorose vendite che sta registrando il primo volume del libro Estasi della Carne e ricordiamo a tutti gli amici e non della ventura che possono sempre accaparrarsi una copia che contribuirà a portare un piccolo pezzo di storia della varia umanità nelle loro misere librerie. Che farci con Svevo Pirandello e compari quando potreste avere un elegantissimo volumetto di Estasi Della Carne? Considerate peraltro che fa anche scena con quelle tettone, gentilmente fornite dalla V flotta dell’amm. Clark, come voi ben sapete.

Ma riflettiamo sul ministro Mariastella Gelmini. E vediamo quanto sono ridicoli gli italiani. Questa donna, oltre ad essere una bella donna, ha un gran cervello. E lo dice uno che non l’ha votata, ma che apprezza molto il suo lavoro. Mariastè, continua per la tua strada, riporta un po’ di credibilità in queste cazzo di scuole. Ai miei tempi, e parlo di pochi decenni fa, a scuole ci si faceva il culo. Si studiava, si sgobbava e c’era il grandioso deterrente degli esami di riparazione. Vai avanti per la tua strada, fottitene di tutto e di tutti, hanno reso quella che era un’istituzione seria un vero e proprio porcile. A scuola ormai non si studia più, si girano video da mettere su Youtube. Mariastè, spaccagli il culo. La cosa divertente è che per screditare questo raro esempio di ministro che sa fare bene il suo lavoro, qualche detrattore la attacca dicendo: “Eh la Mariastella… se n’è andata a Reggio Calabria solo per fare l’esame di abilitazione di avvocato perché era più facile”. Ma ci rendiamo conto? Sì, forse è un peccatuccio veniale, ma la degenerazione non è la Gelmini che si sposta per fare l’esame, ma il fatto che università, esami di abilitazione, and so on, siano così diversi a seconda del luogo in cui ci si trova. L’aberrazione è che una laurea a Camerino è diversa da una laurea a Napoli, ma ti porta stessi benefici, stessi titoli, etc. L’aberrazione è che esistano università private che ti portano ad un titolo solo perché paghi bene. Io ho fatto l’esame di stato per diventare ingegnere a Napoli. Niente di particolarmente difficile, devo ammetterlo, ma neanche una pagliacciata: qualcosa per far capire ad una commissione che sei pronto per affrontare problemi reali grazie alla tua preparazione universitaria. E in quella sede ho incontrato due ragazzi di Torino che erano venuti apposta perché lì era troppo difficile passare quell’esame. Perché questi due pesi e queste due misure? Allora, interroghiamoci un po’ sullo scandalo che stanno diventando le università e gli esami di abilitazione: perché per fare l’ingegnere a Torino dovrei farmi il mazzo più cubico che per farmelo a Napoli? Non è pur sempre la stessa dannata professione? Bene, interroghiamoci su queste aberrazioni tutte italiane. E lasciamo lavorare in pace Mariastella.

A proposito Mariastè, dato che sei caruccia forte, se capiti su sto blog, lascia il tuo numero di telefono. Organizziamo una cena, offri tu (ovviamente: mica so ministro io). Mi mandi l’autista a prendere con l’auto blu e ce ne andiamo in un posto carino. Non sporco, faccio nella mia sabbietta e sono mediamente pulito. Non spelo nemmeno.

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Venghino siore e siori, venghino! Accattatevi a estasidellacarne!

Copertina fronte

Copertina fronte

Ringraziando, come d’uopo, la V flotta dell’Amm. Clark, è con magno gaudio e somma gioia che vi comunico la pubblicazione del PRIMO VOLUME DEL LIBRO ESTASI DELLA CARNE!

Ve lo vulite accattare? Ecco il link: http://www.lulu.com/content/3853304

Qualche dato:

Stampato: 134 pagine, 5.83″ x 8.26″, rilegatura rilegatura termica, carta interna bianco (peso 60#), inchiostro per l’interno B/N, carta esterna bianco (peso 100#), inchiostro per l’esterno in quadricromia

Libro a copertina morbida €16.00

Descrizione:

Il piacere del corpo deve per forza essere in contrasto con la profondità interiore? In un mondo sempre più vorace, non siamo carne da macello, ma offriamo al nostro corpo la gioia di un’estasi che ci sappia far sentire vivi nel rispetto della nostra anima. Vivete: è Estasi della Carne

Copyright: © 2008 Estasi della Carne Creative Commons Attribution 2.5
Lingua: Italian
Paese: Italia
Edizione: prima edizione
Versione: 1
Accattatavillo! Ecco il link: http://www.lulu.com/content/3853304

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E non c’è solitudine quando si è soli

Beh questo blog da quando era monotematico e trattava solo di figa sta diventando monotematico e parla solo di solitudine. Non crediate sia una redenzione. Una cosa conta: ‘a pucchiacca! Da ciò non smuovo le mie idee. Ma proviamo a riflettere su talune cosette, mentre ringraziamo gli Weezer per aver cacato il Red Album. Questa è la musica che mi piace, sono un merdoso britpop-maniac. Ma no, stavolta non vi riempirò i visi di sperma, proverò a ragionare con voi. Introspezione, ancora una volta, finché non avremo ben sviscerato il problema.

Mai avrei pensato di titolare un post con una fottuta frase addirittura di Claudio Baglioni. Cose da pisciarsi in bocca da soli. Però questa frase è rimbalzata senza motivo nella mia mente bacata e l’ho condivisa con Estasazia (detta l’Estasi delle Papere Lacustri), che peraltro ha preferito bloccare contatti e burattini al fine di preservare il preservabile. Pover purcel, nel senso del maiale. Abbiamo interpretato diversamente la frase. Lei, mentre mi rubava Cerchi nell’acqua e lo stesso Benvegnù con tutto il Benvegnuato, interpretava così (cito da 160 caratteri di reminder per memorie corte): “Fino a quando si cercano gli altri non c’è mai solitudine. La vera solitudine è quando si riesce ad essere veramente soli e a stare bene comunque”. Io, pur non disdegnando la sua interpretazione la vedevo diversamente. Se si è soli si è deserti. Fuori, ma anche dentro. Il deserto dentro di te spiattella qualunque sensazione. Essere soli è una condizione oggettiva, la solitudine è uno stato d’animo. Se sei solo non puoi avvertire la solitudine, non avverti niente. Sei vuoto come il mio intestino dopo la cacata mattutina. Dentro di te, il nulla. Anche la solitudine non c’è, anche lei sembra ti abbandoni, ma per portarti in uno stato ancora più deprimente: l’oggettivo essere soli.

In poche parole… Sentimenti contrastanti come tavole di water bagnate di piscio. Parliamone. Discutiamone. Anche in un fiume si può essere davvero paperi.

A proposito, è vero: è un piccolo crimine e non ci sono scuse. A buon intenditor, poche gocce bastano per capire l’effettiva provenienza del seme.

TantoViDovevo.

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E non ti preoccupare Dragonera, noi tre siamo, ma cose mirabolandoli possiamo fare: siamo i padroni del Mondo!!!

Amici miei e non della ventura, è un po’ che non ci si vede, ma ciò non muta le mutande né l’asimmetrica stima che nei ciclopici flussi di pensiero ci unisce nell’infinita danza delle onde del mare.

Lo sapete meglio di me il motivo per cui non ci siamo visti né sentiti. Semplice: il web 2.0 sucks. Ve l’ho detto più volte che questo è onanismo ma voi continuate con le Vs pratiche. Contenti voi, tutti in mutande. Riflettere costa fatica, pertanto non lo farò. Però proviamo almeno a pensare.

Tanti anni in mezzo alla strada solo acqua e freddo avete preso. No, questa è un’altra storia, scusate.

Dicevo, proviamo a fare un po’ di sana introspezione: Meno figa più dolore.

Pensateci: niente è cambiato, ma tutto è cambiato. Paradossale. Si è soli. E basta.

Allora io, il Vs desolato Dragonera, sulla strada da Girgenti a Misilmeri, non so più cosa proporre.

Ma se tu proponi di piombare sui Borboni, uno gira l’avanposto, uno attacca il fronte opposto, uno sfodera il trombone e l’altro balza sul cannone, uno lega la vedetta, uno ammazza la staffetta, uno attacca gli artiglieri e li prende prigioniri, uno piomba sull’alfiere e gli strappa le bandiere, uno intanto fa man bassa sopra i viveri e la cassa, uno impegna in un duello il generale ed il colonnello, uno acciuffa con la mano il maggiore e il capitano, uno infilza col pugnale il sorgente ed il caporale, ed intanto a poco a poco tutto quanto e’ a ferro e fuoco. Per i nemici non c’e’ scampo quando c’e’ Rinaldo in campo! Il Borbone se la squaglia, abbiam vinto la battaglia VIVA IL REEE…!!!

Ma… ahimé… …Siamo sempre tre, tre briganti e tre somari un, due, tre… Ahi, ahi ahi ahi ahi ahi… ahi ahi ahi… E continuo a fare la faccia accipigliata: si è soli. E basta.

Che solitudine… Che solitudine… Che solitudine… ma cosa posso fare, senza te, amore… C’è un altro che ti lega… e non mi resta che farmi una … (cit.)

E poi non venitemi a dire che non è vero.

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Sciacquatapatana: salviamo il mondo dal quadranga

quadranga-11.jpgE questo scempio dovrebbe sostituire il nostro amatissimo arrapantissimo tanga? Il quadranga??? Ma come cazzo si può solo ipotizzare che questo rombo coprifiga, con tanto di retrorombo coprichiappe, possa sostituire uno degli oggetti più inturgidacazzi che sia stato ideato negli ultimi millenni? (Beh, a parte la donna, o talune appartenenti a tale genere…).

Insomma: salviamo il mondo dal quadranga. A meno che non ne venga commercializzata una variante in marzapane. O anche in marzapene.

Ma per fortuna che, alla fine, là sotto c’è qualcosa di triangolare e peloso che ancora tiene alto i grandi fasti di qualcosa che da sempre domina il mondo da quando Adamo perse una costola pur di non farsi più pippe…

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Un po’ per celia, un po’ per non morire

Amici miei e non della ventura, son passati 5 mesi, siamo andati molto lento, ma è arrivato il cambiamento. Con questa citazione parafrasata (chi indovina l’origine di questa cit. non vince manc’ o’ cazz), annuncio con sommo gaudio il nuovo template di estasidellacarne. Inoltre, non domo, ho pensato che fosse il momento anche di cambiare tette. Per queste tette, decisamente più realistiche e assolutamente appetitose, tengo a ringraziare la V flotta dell’Amm. Clark.

Estasidellacarne registra quotidiani aumenti nelle visite. Ciò è stato possibile grazie alla politica editoriale che da sempre contraddistingue questo blog: scrivere porcate e sperare che qualcuno ci finisca dentro. E’ incredibile come ciò funzioni davvero. Specchietti per le allodole? Io piuttosto li chiamerei olezzi di fregna per arrapati.

In verità vi dico: burp.

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Tiro al bersaglio

Amici miei e non della ventura, ci siamo occupati del Mastellame in tempi non sospetti Ora diverse cose sono cambiate nella ceppalonica vita del nostro, che si è fatta sempre più ceppalonica per domiciliazioni forzate o esili involontari. Ed è continuato il “tiro al bersaglio” nei suoi confronti. Beh, quel che è giusto è giusto: ce l’hanno tutti con lui. Mastella vola e tutti si indignano, Mastella o parenti sono intercettati e si parla di nomine, raccomandazioni o altro e tutti si indignano, Mastella rutta e tutti si indignano. E’ abbastanza difficile da difendere Mastella in una situazione come questa senza rischiare il linciaggio più o meno mediatico. Certo, certi eccessi fanno anche sorridere, come le donne solidali alla Sandra a fare il tifo fuori la villa con piscina nella ridente Ceppalonia, ma tutto sommato proviamo a ragionarci, amici miei e non della ventura. Perché prendersela tanto con Mastella? O meglio, perché solo con Mastella? Cleme è semplicemente l’incarnazione del politico dei nostri tempi, post tangentopoli, in cui tutti si schierano contro il potere della magistratura, vabbè di CERTA magistratura, ma poco cambia, e in cui tutto il popolo italiano darebbe la mamma per un posto di lavoro, una nominuccia, un contrattino, una vittoria di un concorso anche per infime posizioni, etc. In questa Italia dove l’onesto lavoratore è deriso e scavalcato da chiunque usi mezzi meno leciti per arrivare a qualsiasi conquista di qualsiasi tipo, dove anche per prenotare la visita in ospedale ci rivolgiamo all’amico, al parente, al conoscente, per scavalcare la coda o semplicemente per andare in culo al prossimo, dove finanche la raccolta dell’immondizia dipende da quante case di persone ricche ed influenti circondano il cassonetto, dove è normale mercificare tutto per denaro o anche sesso, dove la corruttela del singolo va ben oltre quella del potente, dove il voto di scambio è ormai virtù, signori miei, faremmo bene a farci un esame di coscienza. Si fa presto a prendersela con Mastella. Per questo, amici miei e non della ventura, non mi sentirete parlare male di Mastella o di Bassolino tanto vituperata per la sua scellerata gestione dell’emergenza rifiuti. (Piccola nota a margine per Antonio: beh, amico mio e non della ventura, è vero che i termovalorizzatori non sono riusciti a costruirli neanche i commissari che sono venuti dopo di te – Catenacci, Bertolaso, Pansa – e che il povero Cimmino se ne è scappato dopo pochi giorni carico di meraviglie, però devi pur vedere quanti soldi ha sperperato il Commissariato sotto la tua gestione, perché devi sempre fare un’analisi costi/benefici, altrimenti rischi di passare un po’ come un gran paraculo, non ti pare? Ma questo non muta la stima che ho per te, cioè nessuna). No, non mi sentirete parlare male di Mastella, di Bassolino, di Prodi o di Berlusconi. Non mi sentirete parlare male dei senatori che hanno fatto cadere il governo pur rappresentando pochissimi italiani (Mastella, sempre lui, Dini, TURIGLIATTO???? COSE DA MATTI MA CHI CAZZO E’ TURIGLIATTO PER DECIDERE IL DESTINO DI UN PAESE!!!), non mi sentirete parlare male di Barbato che sputa su Cusumano e che lo minaccia di morte al Senato della Repubblica Italiana (sarebbe il caso di ripassare l’etimologia di “Senato” per capire tante cose), non mi sentirete parlare male di chi ha portato il Comune di Taranto ad un dissesto economico da cui è difficilissimo uscire a causa di una folle gestione della cosa pubblica. Mi sentirete parlare male solo di voi, italiani pecoroni, vigliacchi, egoisti ed opportunisti. E lo farò citando un tale vissuto diversi secoli fa a cui Beatrice non la dava neanche sotto tortura:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiero in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

E la storia si ripete… E che siamo Guelfi e Ghibellini? Guelfi e Ghibellini? E CHE SONO GHIBELLINO IO????

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E’ difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica

Amici miei e non della ventura, lo ammetto: è difficile resistere al Mercato. Sì, lo so, sto citando quel certo gruppo lì, quella certa canzone lì, ma d’altro canto, come dicevano i famosi jazzisti: le note sono sette, chi arriva primo se le fotte. Quindi non me ne vogliate se, a fronte di questa considerazione mi calo una pasticca. Una Zigulì al lampone. Roba forte. Eppure noto che le cose stanno evolvendo, o dovrei piuttosto dire involvendo, verso qualcosa che non mi piace affatto. Signore e signori, signor presidente, onorevoli colleghi, amici vicini e lontani, ormai è palese: anche se si nasconde dietro articolati giri di altisonanti parole, non curandosi affatto dell’avvenire più remoto né del presente più immediato, l’intellettuale pensa solo alla figa. Ragioniamoci insieme, amici miei e non della ventura. Perché mai se io fossi Brad Pitt e avessi siffrediane o holmesiane protuberanze tridecimetre, perché mai dovrei leggere tutti quei libri? Dobbiamo essere onesti e sviscerare, con giusta ponderazione, il problema: cos’è un pompino se non la contemporanea esaltazione delle virtù del traente e del trattario? Pensateci.

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Venire in bocca al problema

Questo fottuto blog fa un botto di visite… Ogni giorno un nuovo record… Sarei quasi emozionato se non fosse per la scarsa qualità degli avventori. Certo, un po’ me la sono – e ce la siamo – cercata, usando cromatismi linguistici a tinte forti, che ben riflettono sia nel rosso che nell’infrarosso, con una firma spettrale che penalizza il verde e il blu,  ma che non risprezza pelo di colore biondo, rosso e nero, anche in diverse sfumature. Al di là, pertanto, della doverosa premessa giaculatoria, gradirei una maggiore selezione all’ingresso, che come ben sappiamo tutela il nostro divertimento. Non può tutto essere come segue…

Oggi

fessa    17
immagini della figa    11
come fare un pompino    4
chiavata da un cavallo    4
chiavate con i cavalli    4
fica spanata    4
chiavare a napoli    3
foto della figa    3
VIDEO CHIAVATE E PONPINI    3
chiavate di donne gratis    3
Ieri

foto della figa    8
fessa    7
pompini ad animali    7
donna chiavata da cavallo    3
figa colante    3
chiavate    3
cazzo cavallo in figa    2
immagini della fica    2
cicciolina con animali da vedere nel co    2
chiavare    2

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Figlia mia, come ti sei imputtanita!

200px-carmrusso19851.jpgOggi

fessa    12
figa con pelo    4
chiavate    4
pompino a cavallo    3
chiavare foto    2
daniele interrante pompino piscio    2
armadio in rovere    2
foto pompini al cavallo    2
chiavare immagini    2
emule planet adult    1

Ieri

fessa    5
chiavate    3
peni eretti    3
foto gratis di pompini ad animali    3
figa pelo grosse    2
donne spanate    2
video chiavate    2
video fa un pompino a cavallo    2
attrici famose dalla fica pelosa    2
figa fa pompino a un cavallo    2

L’altro ieri

fessa    8
figa spanata    4
chiavate    4
pelo e figa    3
pompino a cavallo    3
chiavare    3
animalsex    3
pompini ad animali    3
fica spanata    3
peni eretti    3
chiavare fica    2
sventola di fica    2
foto della minchia    2
foto o video di ragazze dai 16 a 23 anni    2
pelo sulla figa    2
“tette blog”    2
ragazze con fica dilatata    2
immagini di donne fcon la fessa pelosa    1
fare il militare � usurante?    1
blog foto pompino    1
senza laurea a 24 anni    1
chiavare con cavallo    1
pompino in piscina    1
foto o immagini della fica di cicciolina    1
VIDEO GRATIS DI CICCIOLINA CHE CHIAVA CO    1

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Il miglior afrodisiaco per un uomo è una donna nuova

Oggi

fessa    7
lorimeri    2
figa spanata    2
carne    2
video cicciolina che chiava    2
a cosa serve il giornale    1
foto and chiavata and cavallo    1
pompini cicciolina foto gratis    1
chiavare foto    1
pompino a un cavallo    1

Ieri

fessa    7
chiavate    4
sperma colante dalla fica    2
animalsex blog    2
figa spanata    2
figa spanata gratis    2
pompino cavallo    2
chiavate con cavalli    2
donne che fanno pompini ad animali con i    2
la grande chiavata    2

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Lorena Bobbit italiana… (aka goccIe di sperma, perché)

Oggi

fessa    14
figa spanata    3
peni eretti    2
FESSA    2
chiava    2
RoboSuck    2
pompino a un cavallo    1
cicciolina che si tromba un cavallo    1
foto pompini università    1
un pompino a un cavallo    1

Ieri

fessa    3
estasi della carne    2
tabacchiere    2
un buon avvocato    1
chiavate tra donne e bestie    1
“lorena bobbit italiana”    1
animalsex blog    1
pergamena laurea    1
goccie di sperma, perche`    1
cercasi pucchiaccona    1

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Armadio in rovere (aka il predominio della fessa continua)

Ma oltre alla fessa ci sono alcuni spunti degni di nota

Oggi

fessa    6 Sempreverde
fessa pelosa    5 Semprepelosa
chiavando con cavallo gratis    2 Ecco questo è uno spunto notevole
“fabrizio corona”+ mafioso    1 Minghia!
stipendio medio laureato informatica    1 Moooolto basso, fidati
come è fatta la pergamena    1 E un bel chissenefrega?
Donne da chiavare e far pompini    1 La razza migliore
vagina spanata    1 Avanti c’è posto
peni eretti    1 Guardando l’infinito

Ieri

fessa    11 Sempre lei
piercin    3 Mmm…
chiavare    2 Sì, chiavare, evitando le tette più dure…
chiavate dal cavallo    2 Animalsex a go-go
chiavata    1 Evviva la vì evviva la vì evviva la vìììììta…
canzone 1990    1 E la cerchi qui?
..fessa    1 Coi puntini davanti ha un fascino ancora più intrigante
video chiavata    1 Con 3 chiavi e videochiavi gratis
La visione della fica da vicino    1 Sono stato a Cuba, ho visitato il Chiapas…
clitoride    1 E il clito rise (di Arturo Bandini)

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Lei è un po’ debilitata perché ha la figa spanata

La “fessa” domina indiscussa.

Oggi

fessa    5
minchia foto    1
me ne fotte un cazz    1
pompini statistiche    1
tutto sui pompini    1
l imagine della pecora piu pelosa del mo    1
pompino sotto la scrivania video    1
FESSA    1
Pompino ad un cavallo    1
pucchiaccona    1

Ieri

fessa    8
minchia in vagina    2
peni eretti    2
cazzo e fessa chiavata video    2
metro di napoli    1
tette blog    1
animalsex come fare un pompino    1
musica del 1990    1
bagnate vaginali    1
chiavata da un cavallo    1

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L’amore con l’amore si caga

Sconvolgente verità di Internet.  Le cose più cercate di ieri sono: la fessa (immancabile), i pompini (sempreverdi) e… le pergamene. MA CHE CAZZO CERCATE? Ciulare mai, eh?

Ieri

fessa    7
piercing fessa    1
tutto sui pompini    1
cos’e una pergamena    1
l’uomo vule chiavare    1
pompino a un cavallo    1
pompino in piscina    1
donne piscio    1
pergamena di laurea    1
pergamena della bestia    1

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