Archivio per Luglio, 2007

blogstar e blogstrunz

forse il web 2.0 è davvero un grande successo, in questo periodo. però non vi dimenticate che anche i portali orizzontali avevano successo, anche le home page personali, anche tante altre stronzate che poi sono andate morendo.

Il web 2.0 è più forte, sono d’accordo: si basa sulla partecipazione diretta da parte del popolo dei navigatori, però c’è un però.

Tutti questi blog del cazzo, anche questo per esempio… ognuno si arroga il diritto e il dovere di dire le stronzate che gli passano per la testa e poi la gente li legge pure e commenta e dice etc.

La mia idea è che si arriverà a regime con solo pochi blog sempre più forti e gli altri, questo compreso, tenderanno a morire di morte naturale. Un po’ è la fottuta legge del mercato, perchè anche internet e il web, 1.0, 2.0 o 3.0, sono così: tendono ad ammazzare i più piccoli per tendere ad un oligopolio.

Insomma… escono nuovi blog e sempre più imbecilli vengono chiamati blogstar… escono libri che banalmente raccolgono post di blog… per la serie “così son capaci tutti”, dicono alcuni, mentre “succhiatemelo” o “leccatemela” dicono quelli che ce l’hanno fatta pubblicando un libro del cazzo che nessuno mai comprerà leggerà o con cui nessuno si pulirà mai il culo. Insomma per intenderci: per me il Web 2.0 potrebbe essere una bella occasione per la condivisione delle informazioni, ma attenzione ai soloni che dal pulpito di un blog sparano stronzate. Nel Web 3.0 queste stronzate non potranno avere successo.

E’ fin troppo facile dare credito a chi non deve averne. E’ troppo facile prendersi un credito non meritato.

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a cosa serve leggere giornali se poi…

Giorgio Gaberpoi li compri e te ne penti perché ci trovi solo cazzate. Il panorama politico italiano è di una desolante tristezza, si parla di gelati, di barberie, di casi Visco e amenità del genere, mentre il nostro parlamento è pigro, non produce e se produce qualcosa, si ferma per le inutili duplicazioni camera-senato, giochi di potere, assenti, numeri legali non raggiunti etc.

Se poi apri il giornale ti trovi cronaca nera a morire, qualche minchiata di glamour e costume e società, qualche foto di paris hilton, purtroppo difficilmente nuda sui quotidiani, forse qualche pagina di cultura, poi stronzate di sport e qualcosa di spettacolo. tant’è che paghi 1 euro a cazzo.

Vergogna, squallida italietta, che ti fai governare da corrotti e da incapaci, che rendi dirigenti i più inetti e che regali sofferenza a chi si prodiga tutti i santi giorni per sbarcare il lunario con i quattro soldi che gli dai.

Perchè ci saranno sempre più poveri e più ricchi ma tutti più imbecilli“. Giorgio Gaber, lui sì che sapeva aprire gli occhi. Peccato che lo ascoltavamo in pochi intellettualoidi di sinistra, mentre gli altri conoscevano solo “Una fetta di limone” o “Lo shampoo”.

Libertà è partecipazione diceva anche Gaber. Ma ormai la partecipazione è semplicemente finalizzata a qualche fottuta logica clientelare, quando Gaber cantava questo brano forse era facile trovare persone che ci credessero davvero ormai chi “partecipa” lo fa solo per la speranza di trovarne un tornaconto. D’altro canto lo stesso Gaber, nel penultimo disco, si divertiva a pigliare per il culo destra e sinistra: le discussioni di oggi tra le parti politiche possono davvero ricondursi a decidere se il culatello è di destra o se la pisciata in compagnia è di sinistra.

Diciamocela tutta: quella fottutissima ideologia ci manca tanto. La caduta del muro di Berlino, la fine della guerra fredda, la Perestroika o come cazzo si scrive non hanno portato nessuna cosa buona. La caduta dell’Unione Sovietica ha prodotto solo povertà, ha rafforzato gli USA e, vi dirò di più, ha rafforzato anche il Vaticano. Sì, perchè se dobbiamo essere dei veterocomunisti del cazzo allora bisogna esserlo fino in fondo.

Allora per chi come me inizia a sbattersene i coglioni di questo sistema clientelare, fatevi vivi. Mi piacerebbe farvi iscrivere per mettere post autonomamente e senza filtri, ma sto coso non me lo fa fare, allora almeno lasciate commenti, state certi che non verrete filtrati. Dite un po’ il cazzo che vi pare.

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nella carne che sei nella carne che ritornerai

E’ l’estasi della carne: non sei morto nella carne.

Distrofico coacervo di vaneggianti realtà, questo blog non serve a un cazzo.

Tutti ne faremmo volentieri a meno, ma non posso sopportare Stewie Wonder che in sottofondo canta:

My Cherie Amour, lovely as a summer’s day
My Cherie Amour, distant as the Milky Way
My Cherie Amour, pretty little one that I adore
You’re the only girl my heart beats for
How I wish that you were mine 

Ecco cosa bisogna combattere: il mieloso buonismo del cazzo di Stewie Wonder.

Bisogna necessariamente contrapporgli l’estasi della carne, la passione della carne, il caos della carne. Nella carne che sei, nella carne che ritornerai. Sembrerebbe un tantra, da ripetere in modo monocorde caposselianamente in un Rosario della Carne. Quasi sembrerebbe il nome di qualcuno, scommetto che esisterà un Della Carne Rosario da qualche parte. Potremmo interpellarlo per capire cosa ne pensa.

Insomma, contrapporre l’estasi della carne all’oligopolistico saccheggio quotidiano delle nostre ricchezze e delle nostre forze. Non si muore nella carne, non mancano risorse nella carne.

Contro i Soloni della rivoluzione e della reazione, perché nulla gli riesce meglio di arricchire le loro vili otri sulle spalle di chi gli sta dinanzi. Senz’altro contro, perché tutti gli stronzi sanno essere contro, ma non è da tutti essere davvero stronzi.  Combattere chi ci depaupera del nostro passato, presente, futuro, più o meno anteriore, innalzando la carne come unico legittimo baluardo di verginità di un mondo vergognosamente gretto.

Nella carne che siete e nella carne che ritornerete, non potrete non ritornare qui.

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Il Rosario della Carne

Vinicio CaposselaCarne…
consolate la mia carne
nella carne che sei
nella carne che ritornerai
solitudine della carne
dalle anime di ogni carne

Patimento della carne
Corpo sacro della carne
compassione della carne
fuoco fatuo della carne
carne e carne
la morte della carne…

Pietà della carne
lutto della carne
il buio della carne
la passione della carne
la penitenza della carne
l’estasi della carne
il caos della carne

Scandalo della carne
sacrifico della carne
e la carne che vuole carne
santuario della carne
la morte della carne

Estasi della carne
sacrificio della carne
marcire della carne
fiorire della carne
consolate la mia carne
nella carne che sei
nella carne che ritornerai
non è morto
non sei morto
nella carne

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