Archivio per Febbraio, 2008

Sciacquatapatana: salviamo il mondo dal quadranga

quadranga-11.jpgE questo scempio dovrebbe sostituire il nostro amatissimo arrapantissimo tanga? Il quadranga??? Ma come cazzo si può solo ipotizzare che questo rombo coprifiga, con tanto di retrorombo coprichiappe, possa sostituire uno degli oggetti più inturgidacazzi che sia stato ideato negli ultimi millenni? (Beh, a parte la donna, o talune appartenenti a tale genere…).

Insomma: salviamo il mondo dal quadranga. A meno che non ne venga commercializzata una variante in marzapane. O anche in marzapene.

Ma per fortuna che, alla fine, là sotto c’è qualcosa di triangolare e peloso che ancora tiene alto i grandi fasti di qualcosa che da sempre domina il mondo da quando Adamo perse una costola pur di non farsi più pippe…

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Un po’ per celia, un po’ per non morire

Amici miei e non della ventura, son passati 5 mesi, siamo andati molto lento, ma è arrivato il cambiamento. Con questa citazione parafrasata (chi indovina l’origine di questa cit. non vince manc’ o’ cazz), annuncio con sommo gaudio il nuovo template di estasidellacarne. Inoltre, non domo, ho pensato che fosse il momento anche di cambiare tette. Per queste tette, decisamente più realistiche e assolutamente appetitose, tengo a ringraziare la V flotta dell’Amm. Clark.

Estasidellacarne registra quotidiani aumenti nelle visite. Ciò è stato possibile grazie alla politica editoriale che da sempre contraddistingue questo blog: scrivere porcate e sperare che qualcuno ci finisca dentro. E’ incredibile come ciò funzioni davvero. Specchietti per le allodole? Io piuttosto li chiamerei olezzi di fregna per arrapati.

In verità vi dico: burp.

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Tiro al bersaglio

Amici miei e non della ventura, ci siamo occupati del Mastellame in tempi non sospetti Ora diverse cose sono cambiate nella ceppalonica vita del nostro, che si è fatta sempre più ceppalonica per domiciliazioni forzate o esili involontari. Ed è continuato il “tiro al bersaglio” nei suoi confronti. Beh, quel che è giusto è giusto: ce l’hanno tutti con lui. Mastella vola e tutti si indignano, Mastella o parenti sono intercettati e si parla di nomine, raccomandazioni o altro e tutti si indignano, Mastella rutta e tutti si indignano. E’ abbastanza difficile da difendere Mastella in una situazione come questa senza rischiare il linciaggio più o meno mediatico. Certo, certi eccessi fanno anche sorridere, come le donne solidali alla Sandra a fare il tifo fuori la villa con piscina nella ridente Ceppalonia, ma tutto sommato proviamo a ragionarci, amici miei e non della ventura. Perché prendersela tanto con Mastella? O meglio, perché solo con Mastella? Cleme è semplicemente l’incarnazione del politico dei nostri tempi, post tangentopoli, in cui tutti si schierano contro il potere della magistratura, vabbè di CERTA magistratura, ma poco cambia, e in cui tutto il popolo italiano darebbe la mamma per un posto di lavoro, una nominuccia, un contrattino, una vittoria di un concorso anche per infime posizioni, etc. In questa Italia dove l’onesto lavoratore è deriso e scavalcato da chiunque usi mezzi meno leciti per arrivare a qualsiasi conquista di qualsiasi tipo, dove anche per prenotare la visita in ospedale ci rivolgiamo all’amico, al parente, al conoscente, per scavalcare la coda o semplicemente per andare in culo al prossimo, dove finanche la raccolta dell’immondizia dipende da quante case di persone ricche ed influenti circondano il cassonetto, dove è normale mercificare tutto per denaro o anche sesso, dove la corruttela del singolo va ben oltre quella del potente, dove il voto di scambio è ormai virtù, signori miei, faremmo bene a farci un esame di coscienza. Si fa presto a prendersela con Mastella. Per questo, amici miei e non della ventura, non mi sentirete parlare male di Mastella o di Bassolino tanto vituperata per la sua scellerata gestione dell’emergenza rifiuti. (Piccola nota a margine per Antonio: beh, amico mio e non della ventura, è vero che i termovalorizzatori non sono riusciti a costruirli neanche i commissari che sono venuti dopo di te – Catenacci, Bertolaso, Pansa – e che il povero Cimmino se ne è scappato dopo pochi giorni carico di meraviglie, però devi pur vedere quanti soldi ha sperperato il Commissariato sotto la tua gestione, perché devi sempre fare un’analisi costi/benefici, altrimenti rischi di passare un po’ come un gran paraculo, non ti pare? Ma questo non muta la stima che ho per te, cioè nessuna). No, non mi sentirete parlare male di Mastella, di Bassolino, di Prodi o di Berlusconi. Non mi sentirete parlare male dei senatori che hanno fatto cadere il governo pur rappresentando pochissimi italiani (Mastella, sempre lui, Dini, TURIGLIATTO???? COSE DA MATTI MA CHI CAZZO E’ TURIGLIATTO PER DECIDERE IL DESTINO DI UN PAESE!!!), non mi sentirete parlare male di Barbato che sputa su Cusumano e che lo minaccia di morte al Senato della Repubblica Italiana (sarebbe il caso di ripassare l’etimologia di “Senato” per capire tante cose), non mi sentirete parlare male di chi ha portato il Comune di Taranto ad un dissesto economico da cui è difficilissimo uscire a causa di una folle gestione della cosa pubblica. Mi sentirete parlare male solo di voi, italiani pecoroni, vigliacchi, egoisti ed opportunisti. E lo farò citando un tale vissuto diversi secoli fa a cui Beatrice non la dava neanche sotto tortura:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiero in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

E la storia si ripete… E che siamo Guelfi e Ghibellini? Guelfi e Ghibellini? E CHE SONO GHIBELLINO IO????

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E’ difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica

Amici miei e non della ventura, lo ammetto: è difficile resistere al Mercato. Sì, lo so, sto citando quel certo gruppo lì, quella certa canzone lì, ma d’altro canto, come dicevano i famosi jazzisti: le note sono sette, chi arriva primo se le fotte. Quindi non me ne vogliate se, a fronte di questa considerazione mi calo una pasticca. Una Zigulì al lampone. Roba forte. Eppure noto che le cose stanno evolvendo, o dovrei piuttosto dire involvendo, verso qualcosa che non mi piace affatto. Signore e signori, signor presidente, onorevoli colleghi, amici vicini e lontani, ormai è palese: anche se si nasconde dietro articolati giri di altisonanti parole, non curandosi affatto dell’avvenire più remoto né del presente più immediato, l’intellettuale pensa solo alla figa. Ragioniamoci insieme, amici miei e non della ventura. Perché mai se io fossi Brad Pitt e avessi siffrediane o holmesiane protuberanze tridecimetre, perché mai dovrei leggere tutti quei libri? Dobbiamo essere onesti e sviscerare, con giusta ponderazione, il problema: cos’è un pompino se non la contemporanea esaltazione delle virtù del traente e del trattario? Pensateci.

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