Non saprei dire quante vite ha salvato Carlo Marcelletti. Quanti bambini con problemi di cuore avrà salvato, grazie alla sua bravura come cardiochirurgo pediatrico e grazie ai suoi pioneristici interventi di trapianto ci cuore sui bambini? Sicuramente tanti.
Noi italiani dovremmo essere orgogliosi di essere connazionali di questo che è stato uno dei più grandi medici italiani della storia. E invece l’abbiamo lasciato morire di infarto, esattamente un anno dopo i suoi arresti per “concussione e pedopornografia”.
Lasciamo da parte la concussione, che sarebbe tutta da dimostrare e che peraltro è meno importante in questa faccenda (anche perché questo reato in Italia sembra assumere gravità sempre e sempre decrescente). Parliamo della presunta “pedopornografia”. Accusare un medico pediatrico di pedopornografia vuol dire rovinargli carriera e vita.
Cosa è questa pedopornografia? Parrebbe uno scambio di sms e forse mms “hard” (qualunque cosa voglia dire) con una tredicenne. Pensiamo alle tredicenni di oggi. Pensiamo alle chat, alle ragazzine che si spogliano per avere qualche euro di ricarica sul cellulare. Non nascondiamoci dietro un dito, questi fenomeni esistono. Sono ovunque, basta entrare in una chat per essere sommersi di proposte di ragazzine disinibite in cambio di qualche euro. Dovremmo ripensare a cosa si intende per “pedopornografia”.
Marcelletti probabilmente sarà scivolato nell’errore di lasciarsi andare ad avance ad una ragazzina (gli avrà detto che aveve tredici anni o avrà mentito anche sull’età? Chi sa…) ma è pedopornografia? Dovevamo rovinare la vita e la carriera ad un grande medico per questo? E poi: siamo sicuri che il nostro concetto di “pedopornografia” non sia esasperato? Una cosa è avere immagini di bambini di 4-5 anni torturati seviziati e violentati; altra cosa è avere una foto di una ragazzina di 13 anni un po’ svestita. Credo che accomunare tutto sotto il termine “pedopornografia” sia gravemente fuorviante.
E intanto abbiamo fatto morire Carlo Marcelletti, stroncandone in anticipo carriera e vita. Quante vite avrebbe potuto salvare se non l’avessimo esposto pubblicamente sulla gogna?
Condannando Marcelletti per futilissimi motivi abbiamo ammazzato centinaia di bambini bisognosi delle sue cure. Complimenti.