è davvero rivoluzionario

chi è davvero rivoluzionario? cosa è davvero rivoluzionario?

francamente ne ho pieni i coglioni della parola rivoluzione. usata e strausata e fatta propria da marxisti comunisti e altri isti di vario tipo. d’altro canto il loro fallimento è palese, tanto più che in italia si alleano con mastella. ma non è questo il problema, non perdiamo di vista la domanda: cosa è davvero rivoluzionario?

iniziamo a togliere un dubbio: rivoluzione non significa comunismo. si sono rubati questa parola, ma non è di loro proprietà. fuori uno.

togliamo un altro dubbio: john lennon è rivoluzionario? se pensiamo solo a quella canzone scema che si chiama revolution la risposta è no perchè non è certo con un’accozzaglia di luoghi comuni e un po’ di chitarra elettrica e gli equivoci voluti sul count mi out/in/out/in/out etc. non lo rende un rivoluzionario. ma guardiamo un attimo alla sua vita e scopriamo che ha dei tratti rivoluzionari. sì perché john si rende conto che c’è qualcosa che va oltre il melenso mccartney e la biondazza moglie cinthia o come diavolo si scrive e lo scopre in yoko ono: brutta e avanguardista, si potrebbe dire che di peggio non poteva trovare però yoko è stato il mezzo che john ha avuto per scoprire che nella sua vita doveva fare qualcosa per gli altri. Ecco, ci stiamo avvicinando.

Togliamo un altro dubbio: la rivoluzione dev’essere un cambiamento radicale, non esistono rivoluzioni a metà o rivoluzioni incompiute. La rivoluzione dev’essere totale.

Ma allora chi diamine può dirsi davvero rivoluzionario?

Nel nostro mondo globalizzato dove le persone vengono massacrate e schiacciate dalle squallide logiche del mercato, dove esistono “sempre più poveri e più ricchi ma tutti più imbecilli” (grazie ancora, signor G.) solo colui che aiuta gli ultimi può dirsi davvero rivoluzionario. Perchè nel nostro mondo gli ultimi sono sempre di più e sono sempre più ultimi.

Aiutare gli ultimi non significa dare 1 euro al telethon né dare qualche spicciolo a chi suona in metropolitana. E’ solo un modo per mettere a posto la propria coscienza ma non risolve il problema.

Allora i preti sono rivoluzionari? Forse sì, qualcuno. Pochi, ma buoni.

I politici sono rivoluzionari? Direi di no.

I no global sono rivoluzionari? Dipende, la maggior parte sono solo chiacchieroni che amano solo partecipare a manifestazione, ma poi nei fatti cosa fanno?

La vera rivoluzione è combattere il mercato dall’interno. Essere dentro il mercato e lottare per cambiarne le logiche; rischiare di perdere tutto per far retrocedere di un passo l’ingordigia dei potenti; mettere al centro del proprio business il benessere delle persone e non la massimizzazione del profitto. E non se ne vengano i demagogici “bilanci sociali” perché non è con quelli che vi guadagnerete il posto in paradiso e neanche in purgatorio.

La rivoluzione dev’essere come un cancro che parte dalle cellule più interne del mercato per poi metastatizzare in lungo e in largo. E’ un’impresa impossibile, ma se solo una cellula può cambiare, ne sarà già valsa la pena.

La vera rivoluzione è distruggere il demagogico benessere distribuito che non ci fa guardare oltre il palmo del nostro naso. Perchè oggi tutti hanno almeno mille euro di stipendio, un telefono cellulare, un’automobile, una fidanzata e qualche amante. Rifuggete il finto mito del benessere distribuito, è la rivisitazione, la versione 2.0, della vita eterna che ci inculca la religione per farci soffrire più sereni in vita. E’ solo un modo per farci apprezzare le briciole che ci danno. Chiunque dica che bisogna guardare chi sta peggio farebbe bene a stare zitto. Io guardo sempre a chi sta meglio. Ce ne sono troppe di persone che stanno meglio. E’ ora che stiano meglio anche gli ultimi.

2 Risposte so far »

  1. 1

    ankou6 said,

    sono d’accordo. Rivoluzione è una parola usata a sproposito- la vera rivoluzione sarebbe che ciascuno pensasse un po’ di meno al suo particolare ed un po’ di più al generale.

  2. 2

    esiliato said,

    Yoko Ohno e’ l’avanguardista delle mie gonadi, come puoi vedere da questo spot dato di recente qui in Giappone, dove bella bella, avanguardista e buona, si vende il marito morto alla Fujifilm

    Il titolo del commercial e’ PHOTO IS, purtroppo non riesco a trovarlo. Se vuoi trovatelo (poi se lo trovi avvertimi… e’ una pubblicita’ del 2006-2007) e incazzati


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