Informazione e patate con la provola

Ci starebbe senz’altro meglio la pasta, ma non è un post culinario. Giusto per indignarsi un po’ e per rendere Estasi un canale d’informazione o controinformazione se volete, ma è poco contro e molta informazione, dato che il servizio pubblico non ne vuole neanche sentire parlare. Abbiamo parlato di stronzate finora, proviamo a ragionare un attimo, poi torniamo a parlare di stronzate.

Tra la notizia su Fabrizio Corona fischiato non so dove  ed una ricerca secondo la quale il matrimonio perfetto è tra un uomo e una donna in cui l’uomo ha 6 anni in più della donna (…!) il Tg1 ha appena dato questa informazione, come se fossero bruscolini: secondo l’OMS (mica un fesso qualunque) ci sarebbe il rischio di un’epidemia causata da un virus letale (tipo Ebola), proveniente dal Congo (già 100 congarielli sono morti a causa del virus) che potrebbe colpire il 25% della popolazione mondiale, alias un miliardino di persone.

Ora si aprono diversi scenari.

Prima di tutto occorre sottolineare una cosa: vivere in un clima di allarmismo è una delle più gravi epidemie dei nostri tempi. Allarmismo che è legato a vari fattori, tutti interessati ad aumentare la paura della gente. La paura può essere causata dal terrorismo, dalla criminalità organizzata o micro, dalle baby gang, dagli stupratori, dai pedofili e bla bla. I rapporti umani sono degradati principalmente a causa del clima di paura che giornali e telegiornali ben pilotati stanno instillando nel mondo. Raccapricciante, ma anche questa è globalizzazione.

In secondo luogo, veniamo all’allarmismo causato dal buon OMS. Prima si chiamava SARS (in quel periodo se vedevi uno con gli occhi a mandorla mancava poco che l’accoppavi) poi si è chiamata influenza aviaria, che ha reso miliardarie le case farmaceutiche che avevano un vaccino che forse, potrebbe, ma non è detto, forse sì, forse no, forse non serve a un cazzo, ma compratevelo, cari governi, compratevelo, cari ipocondriaci, etc. Tamiflu come se piovesse.  Poi è tutto rientrato. Divertente quando allarme terrorismo e allarme salute si uniscono: vi ricordate l’antrace?

Alla luce di ciò dobbiamo capire la scelta editoriale del TG1 di porre un servizio su un virus che potrebbe ammazzare un miliardo di persone sul globo tra Fabrizio Corona e una ricerca sui matrimoni.

Delle due l’una: o al TG1 non importa un cazzo della vita di un miliardo di persone o il TG1 sa bene che deve prendere con le pinze l’ennesimo allarme da fine del mondo dell’OMS. Non crediate che sia per motivi di stima nei confronti del TG1 (chi cazzo li conosce) ma propendo per la seconda ipotesi.

Amici miei e non della ventura, non lasciamoci spaventare e iniziamo ad avere più fiducia nei confronti del prossimo. Le persone che incontriamo per strada non sono tutte casi da telegiornale. Ed i virus, spesso, non sono così terribili come vogliono farci credere. E spesso non se ne fregano un cazzo di passare dall’animale all’uomo: stanno così bene nei polli, stanno così bene nei maiali, probabilmente non vogliono minimamente farsi un giro nell’uomo. E invece di parlare di un vero virus, come quello dell’HIV, si parla di pollastri infetti ed invece di spendere nella ricerca sul cancro si sperpera in Tamiflu. Non posso pensare che alla ricerca ci debbano pensare i Telethon, le tot ore per la vita, le televisioni e gli SMS dei telespettatori, mentre i governi tagliano, tagliano, tagliano, ed i ricercatori sono dannatamente precari a 1000 euro al mese: robe da matti.

Ora possiamo ritornare al disimpegno del nostro blog: tanto Vi dovevo.

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