Difendere e salvaguardare l’ateismo dal bombardamento mediatico e non di una chiesa che incalza più che mai

“E vedo una Chiesa che incalza più che mai, io vorrei che sprofondasse con tutti i Papi e i Giubilei”  lo diceva Gaber, che più volte ho citato in questo blog, anche perché forse gli sono debitore, ho scoperto solo dal suo penultimo album, o ultimo se non si considera il postumo, che quell’uomo diceva le stesse ed identiche cose che pensavo io.

Dopo il bombardamento mediatico dei papa boys che si sono riuniti per non ricordo quale giornata della gioventù o altro, insomma una roba simile, credo sia opportuno indignarsi un po’. E questo è il posto per farlo.

Indignarsi di cosa? Ma avete anche il coraggio di chiederlo? Ragioniamo, sempre che ciò non sia sintomo di follia (ieri, su rai3, per fortuna che esistono i comunisti direi: Ditegli sempre di sì, di e con Edoardo De Filippo: un manifesto su come l’umanità sia destinata alla follia a causa della sua smania di ragionare troppo, ma questo è un altro discorso, non divaghiamo). Dicevamo: indignarsi di cosa?

Quando qualcuno bestemmia o quando qualcuno è blasfemo oppure solo se si vede un pompino in prima serata tv si vedono i cattolici insorgere. Ed i politici cattolici (te li raccomando, quelli) iniziano ad accusare l’estremismo di sinistra, i valori decaduti a causa dei no global e tante puttanate del genere. Per carità, io non bestemmio. Qualcuno potrà sconvolgersi per tale affermazione, ma vi assicuro, amici miei e non della ventura: io non bestemmio. Principalmente per rispetto nei confronti di chi ci crede davvero. Non ho intenzione di ferire nessuno. Così come non entro in chiesa urlando durante le cerimonie “Preti di merda” né ruttando o petando. Se per motivi di impudica borghesia mi trovo in un luogo cosiddetto sacro io rispetto profondamente chi mi sta intorno. Penso ad altro, semmai al patrimonio architettonico ma non mi viene in mente di andare dal prete dicendo: “Ho ragione io, tu taci e non dire cazzate”.

ALLORA MI CHIEDO PERCHE’ L’ATEISMO NON VENGA ALTRETTANTO RISPETTATO. Non voglio vedere i papa boys in televisione: infangano e sviliscono il buon nome dei giovani, degli adolescenti ma anche dei miei coetanei. Non voglio vedere i politici cattolici parlare delle unioni di fatto. Non voglio sentire Ruini che maledice la ricerca sulle staminali. Non voglio che si dibatta per settimane su se Ratzinger sia pro o contro il pagare o non pagare le tasse. Non mi interessa cosa si dice nell’Angelus. Non voglio vedere la messa in televisione. Non voglio sentire la messa per radio. Non voglio che la chiesa, il papa o la CEI o Comunione-Liberazione (quelli, poi, te li raccomando più dei politici cattolici) abbiano alcuna voce in capitolo su fatti o fenomeni che non riguardino direttamente le mere questioni spirituali. Non voglio che lo IOR abbia un potere economico e non spaventoso e lo utilizzi per influenzare scelte o decisioni di laici se non dello stato.  Non voglio che la chiesa si indigni per le manifestazioni dei froci fatte a roma per il giubileo. Non voglio che la chiesa ritenga blasfemo e da bollare chiunque non creda negli stessi valori e nelle stesse icone religiose.

Possibile che il rispetto debba essere unilaterale? E’ questo continuo attacco all’ateismo la vera blasfemia. Essere atei è diventato peggio di essere ebreo a Berlino nel 1943. Mi sento emarginato e continuamente vessato. La smettessero i cattolici di fare le vittime: le vere vittime siamo noi. Ecco cos’è davvero volgare, ecco cos’è davvero blasfemo.

Ed ora, dibattito, feroce e senza paura di spargere sangue.

Tanto Vi dovevo.

4 Risposte so far »

  1. 1

    Direbbero di noi: “L’impetuosa invettiva che questi svergognati lanciano contro le istituzioni ecclesiastiche trova fondamento in un veterocomunismo consunto che ci auguravamo di aver definitivamente debellato”

  2. 2

    UOMOCHEDORME said,

    Sai di titillare corde che mi vedono molto sensibile all’argomento, mio caro Estasi. Tanto che devo ammettere di concordare pienamente su quanto affermi, salvo constatare amaramente di essere ‘uno di quelli che bestemmia’ il che – è vero – non mi fa onore, ma è alquanto giustificabile (salvo nei casi in cui è completamente gratuito) se compreso nell’ottica di una reazione infantile ma sincera all’impotenza che mi invade quando apro gli occhi sulla realtà italiana, così tristemente provinciale e lontana dai tanto osannati canoni rinascimentali di cui ancora – impunemente – osiamo vantarci. E buona parte del merito – intendo il merito per questa ignoranza, questa sottocultura disdicevole – è della chiesa cattolica.
    Ma non sono tipo da tirarsi indietro, e se ho sbagliato pagherò. Questa è un’occasione unica per fare ammenda circa un episodio avvenuto diversi anni fa (neanche due): Don Tonino, mi hanno costretto. Io, l’inno del corpo sciolto durante la comunione dei fedeli, non volevo cantarlo. In questi anni il senso di colpa è lievitato fino a indurmi una stitichezza cronica. Punizione di Dio, o fauci secche? Ai posteri l’ardua sentenza…

  3. 3

    Arya said,

    Perchè prendersela con i papaboys… erano cosi carucci vestiti con la camiciola della domenica, tutti belli come angioletti lì a rappresentare la gioventù del mondo. Tanto finti che la Mattel ha dovuto fare un appello: “non leccateli sono al piombo, li abbiamo dovuti produrre in Cina, ce ne scusiamo ci stiamo adoperando per la loro sostituzione”. Il Papa poi anche lui caruccio, che ha deciso che per una volta poteva rispondere ai giovani senza leggere, solo che le domande erano pronte da un mese! Benedetto si ma mica scemo. Ciao Arya

  4. 4

    Cara Arya, grazie per gli spunti programmatici che ci regali. Non me la prendo con i papaboys, ma piuttosto con le papagirls: più pompini (a me), meno pompini (ai papaboys). Questo è il problema: scopano tra loro, è una casta chiusa. Il mio motto è “CHIAVARE MENO CHIAVARE TUTTI”. Tornare alla democraticità della pucchiacca, senza nulla concedere ad un classismo della trombata. Solo così potremo diventare un popolo migliore.
    Tanto Ti dovevo.


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