All inclusive

 

ALL INCLUSIVE

Non me ne voglia il mio coautore, ma il parlare sempre e solo di fica mi rattrista.

Sarà che non sono bravo come lui a fare due cose contemporaneamente (quindi se devo scegliere…)

Ma voglio qui oggi affrontare un argomento scottante, almeno nella misura in cui è bandito da ogni ambito di discussione… il desiderio.

Noi tutti riteniamo di essere liberi (e diciamolo: anche speciali).

Sdraiati su un tappeto d’erba sintetica, le mani dietro la nuca, ci beiamo della nostra libertà, ammirando quelle luci lontane tanto fascinose quanto – come si sa – inesistenti… e non perché troppo lontane, bensì perché scadute nel tempo.

La fisica quantistica si prende gioco dei nostri (umani – troppo umani) occhi.

Ma cosa ci costringe supini?

Pigrizia? Paura? Indolenza?

E io che cazzo ne so?

Ma di sicuro qualcosa non ha funzionato, e noi – la gran parte di noi (estasi escluso) – abbiamo smesso di de-siderare.

Per l’appunto, di trovare l’impulso necessario a staccare lo sguardo dalle stelle, e attivarci per colmare quella distanza cosmica che ci separa dal piacere: il gesto che ci consentirebbe il contatto, la carezza, il pugno, il pompino, l’abbraccio (se tralascio alcune categorie è solo per questioni di spazio)

Allora mi sono chiesto: a chi conviene questo?

Beh… da sempre le stelle sono appannaggio di chi ha il potere, e vuole conservarlo tenendoci ipnotizzati alla volta del cielo.

I modi… quelli sono molti, ma si somigliano tutti. Si passa dal sentimentalismo al buonismo, per giungere al pietismo e al sensodicolpevolismo, ecc.

più infiniti altri –ismi che il marketing del potere secolarizzato ha ‘procreato’ per intrattenerci.

Le ragioni ufficiali invece sono più diversificate, e si chiamano: paradiso eterno, guerra preventiva, e “tradizione che va difesa” (per dirne tre a cazzo…)

Come reagire alla nuova schiavitù trasparente?

Alle maglie del controllo panottico? (voi fate di sì con la testa, e nessuno si insospettirà)

Semplice: torniamo a desiderare, e quindi a de-siderare!

Risolleviamo noi, i nostri occhi, le nostre sorti dalla terra e ri-sorgiamo come albe dal patetico destino in cui siamo confitti, incantati nella contemplazione fintamente romantica delle stelle.

Perché sognare è tutt’altro. Sognare è rialzarsi. è prevedere l’uso sistematico e quotidiano dell’immaginazione, unico antidoto alla minestra riscaldata dell’immaginario collettivo/preventivo smadonnante, S. Gennaroaiutacetu-dipendente. Riguadagniamo l’oltre che profetizzava Zarathustra

torniamo ad essere desideranti… esseri desideranti… desiderati… liberi. Esseri umani.

Torniamo corpi, semplicemente corpi, corpi e basta:

all inclusive come direbbero quegli stronzi di ammericani.

E adesso basta. Me ne sparo una e poi a nanna.

Bye

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